«I Meridiani valgono più di un libro».

Una breve frase, un grande concetto che suscita varie discussioni e possibili ragionamenti, che racchiude il vero e proprio motto della collana de “I Meridiani”. Ognuno di noi, chi per sostenere un esame universitario, chi per pura passione per la letteratura, ha dovuto scontrarsi – o incontrarsi? – con un Meridiano. “I Meridiani” è una collana editoriale, forse tra le più famose in Italia, fondata nel settembre del 1969 da Vittorio Sereni per Arnoldo Mondadori. L’opera di fondazione della collana è stata sancita con la pubblicazione dedicata all’opera di Giuseppe Ungaretti, primo autore, appunto, a cui è stato dedicato un Meridiano. “I Meridiani” sono celebri per essere una vera e propria collana di libri prestigiosi e raffinati, avendo come conseguenza – se proprio vogliamo chiamarla così – quella di un costo che non è decisamente alla portata di tutte le tasche e che, molto spesso, ha causato varie discussioni. Ma andiamo con ordine cercando di inquadrare e di riflettere sulla genesi della Collana. L’intento iniziale e il fine ultimo di Mondadori era quello di creare, prendendo spunto dalla Bibliothèque de la Pléiade francese, una collana di libri di lusso. Libri, infatti, dotati di una carta finissima e di una rilegatura elegante che, nel primo obiettivo di Arnoldo Mondadori, dovevano raccogliere le opere dei maggiori scrittori e poeti italiani ed esteri. Nei primi quarant’anni di vita sono stati pubblicati 256 titoli (complessivamente 332 volumi), dedicati a 172 autori. Ora nella collezione gli autori presenti abbracciano tutte le epoche storiche: dalla Grecia Classica, al Medioevo, dal Rinascimento all’Ottocento, sino al Novecento.

Giansiro Ferrata, critico letterario e scrittore italiano, fu il primo direttore della collana; seguirono Sergio Polillo, Luciano De Maria ed Ernesto Ferrero. Dal 1996 la direttrice è Renata Colorni, une delle traduttrici più celebri, che è riuscita, per alcuni anni, a incrementare il numero delle pubblicazioni annuali dei Meridiani, dalle 7-8 tradizionali uscite ad almeno 10. Negli ultimi anni le nuove uscite si sono stabilizzate a 5. Tuttavia, basandoci su un discorso puramente economico e di mercato, nessun «blu», termine col quale s’indica il Meridiano, è mai andato fuori catalogo. Nonostante l’intento iniziale di Mondadori di dedicare la collana alle grandi opere dei maggiori autori italiani e stranieri, i cosiddetti classici, si è deciso di ampliare la collana. Recentemente sono nati due altri grandi filoni: Meridiani-Storia e Meridiani Classici dello Spirito, che si presentano con un aspetto grafico leggermente diverso dai volumi della collana tradizionale. Sono anche stati editi dei Meridiani accessibili ad un vasto pubblico, la serie dei Meridiani Collezione. Nel 2012 la collana dei Meridiani si è rinnovata: sono arrivati i Meridiani paperback. Due sono le sue tipologie: la prima, one to one, ripropone in edizione economica titoli già usciti, scelti nel catalogo dei Meridiani; la seconda, novità, inaugurata nel maggio 2014, propone opere di autori classici e moderni che contengono materiali inediti.

 

Soffermiamoci, almeno per un momento, sulla presenza dei Meridiani nel mercato letterario moderno. Va detto, come d’altronde ho già ribadito più volte, che il costo elevato – si parla di un prezzo di circa 50 euro per volume – porta inevitabilmente a delle discussioni che, spesso, risultano del tutto inusuali, banali e mosse da animi poco consapevoli del valore di un «blu». Il lavorio che precede la pubblicazione di un Meridiano, sia esso caratterizzato da un approccio critico-letterario o di analisi di fonti, di archivi e di documenti non è secondo a nessuno. Una certezza, insomma, che rende il Meridiano degno di autorevolezza, classificando la collana Mondadori al primo posto tra i materiali di ricerca e di analisi approfondita di un qualsiasi autore.

 

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