Da Springsteen ai Pearl Jam: quel silenzio per fare rumore

di Federico Lucrezi

Cosa accomuna Bruce Springsteen, Bryan Adams, Ringo Starr e i Pearl Jam, oltre ovviamente all’essere stati protagonisti assoluti della scena musicale degli ultimi decenni?

Sono solo alcuni degli artisti, il Boss è stato il primo, i Pearl Jam hanno dato l’annuncio in questi giorni, che hanno scelto di annullare i concerti dei rispettivi tour previsti in questi mesi in North Carolina.

Il motivo? Prendere posizione in maniera decisa contro la legge HB2 approvata lo scorso 23 marzo dal governo dello stato americano che, secondo gli oppositori, sarebbe discriminatoria verso la comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender).

Ma precisamente di che cosa si sta parlando?

La legge HB2 si configura come codice antidiscriminatorio, sebbene non presenti riferimenti espliciti a omosessuali o transessuali, che va a sostituire tutti i provvedimenti precedentemente approvati dalle città dello stato e che da nessuna di queste può essere in un secondo momento modificata. Proprio per questo motivo è stata interpretata dalla stampa statunitense come risposta al codice antidiscriminatorio apertamente rivolto alla comunità LGBT approvato il mese precedente a Charlotte, principale città della North Carolina.

In particolare la legge, ufficialmente Public Facilities Privacy and Security Act ma soprannominata dai media bathroom law, impone l’utilizzo dei servizi pubblici e degli spogliatoi di palestre e piscine corrispondenti al proprio sesso biologico di nascita, dettaglio che non è passato inosservato e che rappresenta la principale controversia legata alla vicenda.

La questione, divenuta immediatamente centrale nel dibattito politico interno allo stato anche in chiave corsa alla Casa Bianca, ha assunto dimensioni planetarie grazie a colossi quali la NBA, che ha messo in discussione l’All-Star Game 2017 a Charlotte, Facebook e Google, che non intendono finanziare aziende locali fino all’auspicata abrogazione della legge e soprattutto grazie all’intervento e alla presa di posizione degli artisti che hanno scelto di non suonare in North Carolina.

Il primo in ordine cronologico è stato Bruce Springsteen, con un comunicato sul suo sito ufficiale.

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Come sapete, cari fan – si legge – domenica prossima è previsto un mio concerto a Greensboro, North Carolina. Sappiamo anche che il North Carolina ha appena approvato la HB2 […] che detta quali bagni sono permessi usare dalle persone transgender. Altrettanto importante è il fatto che la legge attacca i diritti dei cittadini LGBT di denunciare quando i loro diritti umani sono violati sul posto di lavoro. […] Nessun altro gruppo di nostri cittadini deve affrontare un peso del genere. […] Penso che sia il momento per me e la band di mostrare solidarietà a questi combattenti per la libertà. Di conseguenza, e scusandoci profondamente con i nostri fan di Greensboro, abbiamo deciso di annullare lo spettacolo di domenica 10 aprile. […] Ci sono cose più importanti del rock e questa battaglia contro il pregiudizio e il bigottismo, che si sta svolgendo mentre scrivo, è una di queste. È lo strumento più forte che ho per alzare la mia voce contro chi continua a volerci riportare indietro invece che farci andare avanti.

Nei giorni successivi Bryan Adams, Ringo Starr e quindi i Pearl Jam hanno a loro volta rinunciato alle rispettive tappe in North Carolina.

Tutta questa controversa vicenda si è sviluppata su una questione, quella dei bagni pubblici, per sua stessa natura piuttosto secondaria e in fin dei conti potrebbe essere semplicemente considerata una misura di buon senso atta a stabilire delle norme di riferimento, ma prescindendo dal merito della questione ci si può interrogare sull’efficacia o meno della scelta degli artisti che hanno annullato un concerto per esprimere la propria idea a riguardo.

È bene innanzitutto sottolineare che i biglietti in tutti i casi sono stati completamente rimborsati ma che nonostante questo il danno ai fan, in primis morale, per così dire, per l’essersi visti negare la performance degli artisti, è stato anche economicamente importante, soprattutto per quanto riguarda prenotazioni di voli aerei e pernottamenti in alberghi che molto più difficilmente potranno essere rimborsati.

Tutto questo per sottolineare un’idea.

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Se da una parte l’obiettivo è stato centrato in pieno – è lo strumento più forte che ho per alzare la mia voce, scriveva Springsteen – nel momento in cui in tutto il mondo si è parlato della vicenda e la legge HB2 è divenuta oggetto di dibattito su tutti i giornali, è anche vero che si è creato un precedente di doppiopesismo piuttosto importante.

Qualcuno ha fatto notare che Springsteen, così come gli altri artisti coinvolti, ha regolarmente tenuto il concerto previsto nello stato dell’Ohio qualche giorno dopo. L’Ohio, così come diversi altri stati regolarmente toccati dal The River Tour del Boss, ha ancora in vigore la pena di morte. Può dunque una legge sui servizi pubblici di competenza essere più importante della lotta per l’abolizione della pena capitale? E d’altra parte un artista dovrebbe quindi organizzare il tour andando a suonare solamente in quelle location di cui condivide appieno la linea politica e le leggi in vigore? Seguendo questo ragionamento dovremmo ipotizzare un futuro in cui ogni musicista suonerà nel giardino di casa propria, sempre che le politiche della moglie circa i turni per lavare i piatti siano di suo gradimento, altrimenti potrebbe essere un problema anche lì.

Quella che vorrebbe essere nelle intenzioni una battaglia di libertà rischia di trasformarsi in un allineamento forzato e ben poco efficace alle tendenze ideologiche del momento anche da parte di coloro che da decenni portano ogni sera sul palco quel rock ‘n’ roll che è quanto di più lontano possa esserci dall’allineamento e dall’omologazione.

Resta la convinzione che l’artista debba portare la propria musica a chiunque la voglia ascoltare, innalzandola al di sopra della politica, degli scontri ideologici e delle beghe del momento, non per niente uno dei più grandi concerti dello stesso Bruce Springsteen si tenne a Berlino Est, il 19 luglio 1988, pochi mesi prima della caduta del muro. Un concerto, disse il Boss, dedicato alla speranza che tutte le barriere possano essere abbattute.

La risposta migliore, ora come allora, è la musica stessa. Lo strumento più forte per alzare la voce è una Fender Telecaster, non certo il silenzio e personaggi come Johnny 99 o il fantasma del vecchio Tom Joad sono molto più potenti di una polemica sui giornali.

  

Fuori dai cessi e dalle chiese, per il sacrista e il vagabondo

abbiam deciso di suonare senza pesare le persone.

Solo chi spara a una chitarra non ha diritto a una canzone.

(Rosanera, Davide Van De Sfroos)

Bruce Springsteen in concerto a Berlino Est, 19/07/1988

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