Dopo mesi di gestazione, l’attesa è finalmente terminata. Siamo passati dalle nausee mattutine, generate dal solo pensiero che avremmo dovuto aspettare mesi e mesi per la nuova stagione, a pianti isterici, al ricordo dell’ultimo personaggio eliminato dalla mente crudele del suo creatore G.R.R. Martin, fino a strane voglie…come ricreare le nostre scene preferite (intendiamoci, parlo di scene in cui ci si copre con dei costumi).

Ma oggi, domenica 24 aprile, tutta la fatica di sorbirsi serie-tappabuchi giunge al termine, con l’arrivo del primo episodio della sesta stagione di Game Of Thrones. L’emozione di questo nuovo arrivo, si mischia ad un sentimento diverso, un miscuglio di ansia, aspettative e speranze. Speranza che forse Jon Snow non sia morto per davvero. Perché nonostante un intero anno per elaborate il lutto, e l’abitudine a perdere personaggi amati (maledetto Martin), sotto sotto ci aspettiamo di vederlo risorgere, spada in mano, per sconfiggere un terrificante esercito di zombie.

Per prepararci al meglio a questa giornata, non restano che due opzioni, rinfrescarci la memoria riguardando l’intera quinta stagione, oppure continuare a leggere per ricordare i fatti salienti con cui ci eravamo lasciati quasi un anno fa.

Stannis Baratheon bloccato da una tormenta di neve nel suo accampamento, è pronto per l’attacco a Grande Inverno. Purtroppo, quando il giacchio inizia a sciogliersi e ci si prepara all’azione arrivano brutte notizie: metà del suo esercito ha approfittato per disertare, la moglie Selyse si è impiccata e Melisandre è fuggita (perché ricordiamoci che questi modelli di genitori avevano bruciato sul rogo la propria figlia Shireen, proprio su ordine della megera Melisandre). Ciononostante, il re ordina di prepararsi alla partenza.

L’avanzata dell’esercito di Stannis, però, viene avvistata da Pod e Brienne di Tarth, che decidono di abbandonare la posizione di avvistamento della torre spezzata proprio nel momento in cui Sansa Stark riesce a fuggire dalla sua stanza ed ad accendere una candela alla sommità della torre ( come dire, le sfighe di questa ragazza non avranno mai fine).

Stannis, nel frattempo, giunto alle porte di Grande Inverno, vede venirsi incontro gli uomini di Lord Bolton, in schiacciante superiorità numerica, e capisce di essere perduto. Sconfitto, Stannis riesce a sopravvivere e a rifugiarsi nei boschi, dove uccide due inseguitori. Notevolmente ferito ed esausto, si accascia ai piedi di un albero, ma vede comunque la sua fine per mano di lady Brienne di Tarth, che lo condanna a morte per l’uccisione del suo re Renly Baratheon.

A Grande Inverno, Sansa Stark cerca di approfittare della confusione per fuggire passando inosservata, ma viene bloccata sui bastioni delle mura da Reek e dalla ragazza di Ramsay, Myranda, che minaccia di ucciderla con un arco. Sansa la sfida, e mentre la ragazza sta per scoccare la freccia, Reek la spinge giù dalle mura facendola sfracellare al suolo. In quel momento i soldati di Lord Bolton stanno rientrando a Grande Inverno, e Reek decide di fuggire insieme a Sansa saltando dalle mura.

A Braavos, le fortune di Arya, non sono molto chiare. Dopo aver ucciso Meryn Trant, prendendo una delle facce dalla Casa del Bianco e Nero, si confronta con Jaqen e l’Orfana, che la rimproverano per aver preso una vita che non spettava a lei. Un’altra vita deve essere presa per placare il Dio dai Mille Volti e Jaqen quindi beve da una fiala e si accascia, lasciando Arya sotto shock. Ma nulla è semplice nella Casa del Bianco e Nero, e l’Orfana cambia il suo volto in quello di Jaqen e sottolinea alla ragazza che “Jaqen” non è mai esistito, e che ha parlato con “Nessuno” per tutto il tempo. Indossare un volto nuovo se non si è “Nessuno” è come veleno, ed infatti, dopo poco, Arya diventa cieca.

Al porto dei Giardini dell’Acqua, a Dorne, le cose sembrano svolgersi nel migliore dei modi: Jaime Lannister, Bronn, Myrcella Baratheon ed il principe Trystane Martell si accomiatano dal principe Doran Martell, le Serpi delle Sabbie ed Ellaria Sand. Quest’ultima saluta con estrema dolcezza Myrcella baciandola sulla bocca. Una volta salpati, Jaime prende in disparte Myrcella e cerca con enorme difficoltà di rivelarle che lui in realtà è suo padre, oltre che suo zio. La giovane principessa lo previene dicendogli che già lo sapeva, una parte di lei lo aveva capito, i due si abbracciano, ma subito dopo inizia a colare del sangue dal naso e dalla bocca della ragazza: è stata avvelenata da Ellaria Sand per mezzo del veleno che si era spalmato sulle labbra. La madre delle Serpi beve l’antidoto mentre Jaime cerca inutilmente di aiutare la figlia morente.

A Meereen, Tyrion Lannister, Daario Naharis, Jorah Mormont discutono sul da farsi riguardo alla scomparsa di Daenerys e Drogon: alla fine viene deciso che Daario e Jorah partiranno alla ricerca della regina, mentre, aiutati da Tyrion, Verme Grigio e Missandei si occuperanno della reggenza di Meereen. Potranno contare anche su un aiuto inaspettato: Varys, che ha raggiunto la città da solo e ha già provveduto a costituire una rete di spie.

Da qualche parte nel mare dothraki, lontano da qualunque insediamento civile, Daenerys tenta invano di convincere Drogon, provato dalle ferite, a riprendere il volo, finché non decide di perlustrare i dintorni. Dopo qualche passo, viene avvistata da un’avanguardia di cavalieri Dothraki, subito raggiunta e circondata dal suo Khalasar al completo.

Ad Approdo del Re, Cersei si decide a fare l’unica cosa che le avrebbe consentito di andarsene dai sotterranei del Tempio di Baelor: confessare almeno i peccati che non può negare ed esprimere il suo pentimento al nuovo Alto Septon. L’Alto Passero accetta le sue parole, ma le comunica che dovrà affrontare una penitenza: senza vestiti e senza capelli, dovrà affrontare la Marcia della Vergogna, dal Tempio alla Fortezza Rossa, in balia del ludibrio generale. Giunta alla Fortezza Rossa, la regina viene accolta da suo zio ser Kevan, dal Gran Maestro Pycelle e da Qyburn, che le presenta il nuovo membro della Guardia Reale, un rinato Gregor Clegane rinominato Robert Strong.

Al Castello Nero, Sam chiede a Jon di potersi recare a Vecchia Città con Gilly e il bambino, dove sarebbe potuto diventare maestro. Il Lord Comandante esita, perché non vuole perdere uno dei suoi ultimi amici e sostenitori, ma alla fine accetta. Intanto, giunto alla Barriera, ser Davos Seaworth prova a convincere Jon a dargli alcuni cavalli, ma inutilmente; i due vengono poi raggiunti da Melisandre, che, con un’espressione triste, non risponde alle domande dei due uomini. La sera stessa il giovane Olly dice a Jon che un bruto ha riferito di sapere dove si trovi Benjen, lo zio di Jon da lungo disperso. La notizia si rivelerà falsa, architettata dai compagni di Jon per attirarlo nel cortile del castello. Qui Alliser e molti altri Confratelli gli si avvicinano e lo accoltellano all’addome, esclamando la frase: “Per la Confraternita”. Ferito ma non ucciso, il Lord Comandante cade in ginocchio ed in quel momento gli si avvicina Olly, che gli dà il colpo di grazia, pugnalandolo al cuore. Jon Snow cade a terra in una pozza di sangue, in fin di vita.

Così terminava la quinta stagione, lasciando aperte molte domande. Sansa e Reek riusciranno finalmente a scappare? Cersei supererà l’umiliazione tornando a regnare su Approdo del Re e che ruolo avrà il rinato Gregor Clegane, ed ora Robert Strong (perché dopo gli zombie ci voleva anche il mostro di Frankenstein)? Arya resterà cieca? Jon Snow è davvero morto, e chi prenderà il suo posto nella lotta contro gli Estranei? Ma soprattutto, che fine ha fatto il più piccolo di casa Stark, Bran, dopo aver finalmente trovato il corvo a tre occhi al di la della barriera?


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