Siamo al passante di Porta Vittoria e, tra una vecchia obliteratrice e gli sguardi persi dei pendolari, si apre davanti a noi una galleria che non ti aspetti: VisionArt.

Andiamo con calma; il progetto ArtePassante, in collaborazione con l’associazione artistica Factory Art Zone, ha messo in scena la sua prima collettiva, di carattere visionario e visivo, composta dalle opere di 7 artisti che, partendo ognuno dalla propria storia, regalano al pubblico la loro idea di rappresentazione artistica e rielaborazione del reale.

La VisionArt inizia il suo percorso mettendo in mostra le opere di Joe Colosimo che, a differenza degli altri artisti, è un illustratore. «Il protagonista delle mie opere, Minou, vive una storia tutta sua; quello che io cerco di rappresentare sono dei piccoli momenti importanti, delle istantanee di stati d’animo. Le illustrazioni sono fatte tutte a pennarello ma, nel momento in cui li penso, con la matita li disegno sul primo foglio che mi capita. L’idea di Minou mi è venuta grazie a mia mamma, che era sarta: quando lavorava le cadevano dei fili di tessuto per terra e io li prendevo e ci giocavo, creando dei volti e dei corpi; da qui nascono le mie illustrazioni. Ovviamente, due grandi maestri sono stati Keith Haring e Jean Cocteau, a cui mi sono sempre ispirato»

Joe Colosimo- Pensatore
Joe Colosimo – Pensatore

Superate le illustrazioni di Joe, si passa agli scatti di Paola Gatti che presenta due diversi lavori; il primo, intitolato Dal finestrino, mostra dei paesaggi ritratti, per l’appunto, attraverso il vetro del finestrino: «Sono le scene di vita che ci scorrono accanto ogni giorno ma che spesso ci sfuggono, mentre prendiamo il treno per andare a lavoro o tornare a casa; queste foto sono di qualche anno fa. Il progetto a cui mi sto dedicando adesso -e si passa al secondo lavoro Esterniè legato al bianco e nero, alla ricerca della linea e della composizione della forma. Anche in questo caso i paesaggi sono urbani e suburbani, i luoghi che abitiamo, senza però l’interferenza dell’uomo. Le persone non sono presenti nelle opere ma ci sono le loro tracce; l’umanità si percepisce in maniera indiretta»

Paola Gatti - Dal finestrino
Paola Gatti – Dal finestrino

Dal bianco e nero di Paola ci imbattiamo nella parete completamente dedicata all’Archeologia industriale di Ivano Boselli. La peculiarità dei suoi scatti, oltre a dei colori extra-ordinari, caldi e intensi, è improntata all’uso del fisheye, che distorce l’immagine e la rende quasi come fosse una bolla di sapone. «Volevo esaltare maggiormente i cromatismi di questi luoghi, sfruttando unicamente la luce naturale. Quello che volevo mettere in risalto è che gli ambienti che ho fotografato -una stamperia abbandonata- hanno a che fare con l’uomo in maniera implicita perché, sebbene non ci sia una sola persona, è come se questi spazi fossero stati abbandonati appena 5 minuti prima»

Ivano Boselli - Archeologia industriale
Ivano Boselli – Archeologia industriale

Di fronte ai fisheye di Ivano troviamo Le vie dell’abbandono di Manuela Creti. «I miei scatti partono tutti dalla stessa domanda: perché molte zone di Milano sono state abbandonate? Così ho incominciato a girare per la mia zona, San Siro, e ho ritrovato dei luoghi incredibili; per prime le Scuderie di De Montel, un gioiello liberty abbandonato, poi il caffè che mi ricorda la mia infanzia e tutti gli altri posti che oramai sono lasciati alla mercé del tempo e del clima. È assurdo che Milano abbia queste perle e decida di non valorizzarle; questo è il motivo per cui amo e odio la mia città. Inoltre, avendo bisogno sempre della luce del sole giusta, mi ci è voluto circa 12 mesi per fare tutte queste foto»

Manuela Creti - Le vie dell'abbandono
Manuela Creti – Le vie dell’abbandono

Sfiorate le rovine abbandonate di Milano, ci si cala nella Street di Fiorenzo Bordin. «Quella che faccio io è una fotografia di strada ma, a differenza del solito canone, mi piace che sia pulita; l’inquadratura, in questo senso, diventa un passaggio cruciale. Quando mi rivedo, nelle situazioni altrui, prendo la macchina e fermo la realtà nella sua maniera più verosimile: attraverso la foto. Il messaggio che voglio trasmettere è quello di una sorta di meta-fisica: lo scatto rappresenta il reale ma lascia intravedere ciò che sta oltre, che sia una considerazione esistenziale o una suggestione estetica»

Fiorenzo Bordin - Street
Fiorenzo Bordin – Street

Dopo aver superato i cavalletti d’artista di Fiorenzo, veniamo travolti dall’ondata di colore della Macrofotografia di Carlo Tagliaferri; la sua è una nota acuta all’interno dello spartito della mostra. I colori, vivaci e accesi, catturano la nostra attenzione: «Quello che più è importante in questi lavori è l’attenzione al dettaglio e il bilanciamento tra luce naturale e flash. Da sempre mi sono occupato di macrofotografia e quando ho avuto la possibilità di esprimermi, mi sono messo in giardino -non serve andare lontano- e, sotto il cielo piovoso, mi sono messo a scattare fotografie. Dietro ogni opera c’è una riflessione; prima di scattare medito a lungo sul soggetto e questo mi aiuta anche nella scelta della sfumatura della foto, che è sempre selettiva»

Carlo Tagliaferri - Macrofotografia
Carlo Tagliaferri – Macrofotografia

Ultimo, ma non per importanza, troviamo Roberto Pieraccini con la sua Street; l’autore è alla sua prima esposizione ma di certo le qualità non gli mancano: «Se noti, dalla prima all’ultima foto ho cercato di creare una storia attraverso la fotografia; il fil rouge che collega gli scatti è la valorizzazione dell’elemento quotidiano, come può essere il sellino di una bicicletta o l’aspettare il tram alla fermata. Il tutto poi è tessuto attraverso l’esaltazione del colore degli ambienti che ci circondano e velato da un’idea di solitudine, che è presente in ogni singolo fotogramma, a dimostrazione che anche in una grande città ti puoi prendere i tuoi spazi»

Roberto Pieraccini - Street
Roberto Pieraccini

Inoltre, per tutta la durata della mostra VisionArt, dal 15 Aprile al 2 Maggio, è stato indetto il concorso per fotografi Live Click; permette a tutti, muniti di macchina fotografica, di effettuare degli scatti, all’interno della mostra, che possano cogliere dei momenti particolari. Se ne possono mandare al massimo 5 e, tra tutte le foto, ne verranno selezionate, attraverso una preferenza sui social, almeno 3 che rimarranno nella galleria per due mesi.

 

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito:

http://www.artepassante.it/news/vison-art