Di Roberta Giuili

Il 14 Febbraio del 2016 si è celebrato il ricordo dell’uscita di un giornalino di classe che, con le parole di Marco de Poli, “come un desiderio di rinnovamento e di passione, cambiò un modo di pensare e anche di vivere”.

Proprio a cura di Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano il 14 Febbraio del 1966 il giornalino del liceo milanese Parini “La Zanzara”, nato nel ’45 (che sulle sue pagine vide scrivere anche quelli che diventarono grandi nomi nella storia del giornalismo, come Walter Tobagi)  pubblicò un’inchiesta dal titolo “Cosa pensano le ragazze d’oggi?”

La stampa della Zanzara del 14 Febbraio del 2016 fu un’anteprima delle modalità e delle opinioni che due anni dopo avrebbero riempito e spinto una vera e propria rivoluzione dei giovani, che nel tentativo di essere ascoltati, con le proprie richieste e le proprie posizioni di frattura nei confronti del passato, introdussero una nuova mentalità che voleva tagliare il ponte con la generazione della guerra.

Nell’inchiesta alcune minorenni diedero delle risposte troppo sincere e aperte per il periodo.

<< Se potessi usare gli anticoncezionali non mi porrei limiti nei rapporti prematrimoniali>>

 <<Perché ciò che è naturale dopo le nozze dovrebbe essere innaturale prima?>>

 <<Molti rapporti sono esperienze utili>>

<<Entrambe i sessi hanno diritto ai rapporti prematrimoniali>>

<<Il divorzio deve esistere anche solo per il rispetto che si deve alla libertà dell’uomo>>

Queste alcune delle frasi che vennero interpretate dall’associazione cattolica Gioventù studentesca come“l’offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune, oltre che per il contenuto, anche per il fatto di essere frutto di menti minorenni, quindi a loro parere manipolate dai redattori del giornale.

Dopo la denuncia dei tre redattori, quello che, secondo il parere di Montale risultò “molto più scandaloso di qualunque cosa possano aver scritto i tre ragazzi” fu l‘applicazione nei loro confronti di una legge del 1934 che costrinse i ragazzi a spogliarsi per verificare la presenza di tare fisiche e psicologiche, alla cui richiesta Claudia Beltramo Ceppi si oppose.

Ovviamente l’episodio divenne fulcro di una disputa politica, DC e MSI da una parte, sinistra e progressisti dall’altra, pronti a difendere i giovani ragazzi ingiustamente incriminati.

«State attenti ad assolverli, darete inizio ad un processo che non sarete in grado di fermare», minacciò il P.M. , e probabilmente senza volere, profetizzava il periodo sessantottino che scoppiò di lì a poco.

Il 2 aprile 1966 la sentenza assolse i tre studenti dall’accusa di stampa oscena e corruzione di minorenni.

Nel maggio 2008 uscì un’edizione speciale del giornalino del Parini con la collaborazione di De Poli e altri ex studenti, con l’intenzione di ricreare una scintilla di provocazione, questa volta sul tema dell’omosessualità, in ricordo dei 40 anni passati dal primo obiettivo raggiunto.

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