I HAVE A DREAM
Personale di Marica Zorkic

Galleria Artepassante – Stazione Vittoria del Passante Ferroviario
16 marzo – 7 aprile 2016
Inaugurazione sabato 19 marzo alle ore 18.00

La Galleria Artepassante di Porta Vittoria presenta la mostra personale “I have a dream” di Marica Zorkic. Fin dei tempi della scuola, Marica dimostra una passione per il disegno e la pittura. Inizia la sua formazione artistica nel 2007, quando incontra il maestro Marco Bozzini e comincia a frequentare l’Associazione Artistica Culturale GRAFFITI di Lacchiarella e il maestro Giovanni Gentilini con l’Associazione Culturale “LAC” di Binasco. Dal 2013 collabora con l’Associazione Culturale Guizart di Guido M. Poggiani e dal 2015 fa parte dell’Associazione Le Belle Arti.

La mostra si concentra sul sogno di Marica Zorkic: il sogno di una pittrice, che riuscirà a dipingere la sua “notte stellata” per lasciare un segno della sua esistenza.L’artista ammira gli impressionisti, da cui ha preso ispirazione per la rottura con la tradizione, introducendo importanti novità, come la negazione dell’importanza del soggetto, il mito dell’artista ribelle alle convenzioni e l’interesse rivolto al colore piuttosto che al disegno.
La sua arte è contemporanea, quasi monocromatica. I dipinti attuali sono quelli che rappresentano il movimento dell’acqua, del mare e delle città costiere. Predilige il colore blu, simbolo di armonia, calma ed equilibrio.

“In un mare, in un cielo, in un sogno… il viaggio emozionale parte da un colore, la sensazione e la materia prendono forma e dimensione, un racconto di gestualità trasformate in tavole cromatiche, in una sequenza che ci immerge a piene mani nei pensieri dell’Artista. L’essere oltre le righe, oltre le normali vedute: con questa mostra d’arte Marica Zorkic racconta la sua passione e il suo senso interiore passando da città sognanti a mari dei nostri sogni d’infanzia. L’utilizzo di tele e materiali di riciclo avvicinano le opere alla sensibilità del rispetto della natura, del nostro pianeta. Ci avvicinano al suo sogno…”

Guido M. Poggiani