Configurazione dell’ultima riva, questo il nome che Michel Houellebecq ha voluto dare alla sua ultima raccolta di poesie uscita in Italia con Bompiani.

Il testo, suddiviso in cinque parti, che analizzeremo distaccatamente, mostra, nuovamente, una sorta di disincanto postmoderno. La costante disillusione e una forma di dolce arresa mostrano il poeta, romanziere, saggista e polemista (anche se lui rifiuta quest’ultima nomea) in tutto il suo pensiero sulla contemporaneità occidentale. Non senza speranza o salvezza sono gli scritti di Michel Thomas, nome originale dell’intellettuale controcorrente, anzi, spesso si intravedono forme di bellezza nascoste qua o la all’interno di una intimità proibita e rara, unica speranza dell’uomo contemporaneo.

Ecco i cinque capitoli dell’opera:

1. la distesa grigia

2 week end prolungato in zona 6

3. memorie di un cazzo

4. i paraggi del vuoto

5. plateau

Si nota, nelle prime due sezione dei suoi versi, una forte forma di rassegnazione. Rassegnazione dettagliata nelle sue varie sfaccettature. Inoltre, una nostalgia nei confronti del sacro è spesso presente:

Sparita ogni credenza

Che faceva edificare

Essere e santificare

Abitiamo l’assenza.

Accanto all’assenza di fede e di sacro, di conseguenza, emerge, una sterile ed annichilente razionalizzazione della vita umana:

Non ho più fondo interiore

Né passione o calore;

Presto mi riduco al lume

Del mio solo volume.

Viene sempre il momento di razionalizzare,

Viene sempre il mattino dal futuro abolito

Si riduce il cammino a una distesa grigia

Senza sapore e senza gioia, con calma demolita.

L’accostamento fede e felicità emerge più volte e sembra voler identificare una sorta di via d’uscita dalla vita monotona e piatta che l’uomo contemporaneo è costretto ad affrontare:

[…] Insomma avere una fede, minuscola o sublime,

un insieme di gesti

Come una danza idiota, diciamo la moresca,

una danza modesta

Che si balla senza sforzo, minimo apprendistato,

pochissima riflessione:

Raggiungere la felicità immobile e ciclica della ripetizine.

Da qui, le parole di rassegnazione, mai definitiva, sono molte. Si ritrova sovente anche la presenza di oggetti del consumo moderno. Da creme a medicinali antidepressivi, oltre ad animali domestici ed tecnologie diffuse come il Pc. si ritrova anche un affronto tra passione e sapere. Un testo pregno di argomenti tra i quali il poeta passa con una velocità elegante ed intensa, permettendo di avere uno spicchio d’ogni essenza.

La parte intermedia è sul sesso, quello moderno ed occidentale. Mercificato e ormai solo un pure piacere, sempre più lontano dalla sua funzione di riproduzione della specie, viene denigrato, nella sua sostanza e appararenza. La visione di Houellebecq è spietata e descrive un desiderio sessuale sfrenato senza limiti, quasi scontato:

Gli uomini cercano unicamente di farsi succhiare l’uccello

Per tante ore al giorno quant’è possibile

Da tante belle ragazze quant’è possibile.

Escluso questo, s’interessano ai problemi tecnici.

E’ abbastanza chiaro?

Si prosegue con il farsi quasi beffe dei diversi stereotipi sessuali, come la cougar oppure la seduzione moderna, triste e banale nelle parole di H.

Le ultime due parti, proseguono in una analisi sempre approfondita della rassegnazione e della sconfitta umana. Le salvezze dell’uomo houellebecchiano, poche, risiedono in una dolcezza difficile ma possibile:

[…] In poche amano e pochissime si donano.

La spiaggia come luogo ricorrente è presente quasi costantemente. Dopo la notte, luogo d’intimità, spesso il poeta è restio a regalare la speranza al mattino, spesso la soffoca proprio all’alba, quasi a dimostrare come l’epoca moderna non ne sia degna in termini sociali e di massa. L’incontro dei corpi, la dolcezza delle pelli, questi sono i santuari in cui Houellebecq si rifugia, avendo indiscutibilmente accettato il fallimento dell’uomo e del suo agglomerato sociale.