L’abbiamo visto in innumerevoli film e ci ha fatto ridere con Due uomini e mezzo, sto parlando dell’attore americano Charlie Sheen. Ma più che per la sua carriera nel mondo dello spettacolo, Charlie Sheen è noto alle cronache scandalistiche statunitensi come uno dei classici bad boy di Hollywood. E ha fatto parlare di sé fin dall’inizio.

Nel 1990 viene accusato di avere sparato accidentalmente all’allora fidanzata Kelly Preston e i due rompettero il fidanzamento. In realtà la pistola sparò da sola cadendo, per colpa di Kelly, dalla tasca dei pantaloni di Sheen, lasciati in bagno. Ma non solo, per molto tempo ha lottato con la sua dipendenza dalla droga ed in passato ha anche ammesso l’adescamento di alcune prostitute.

Ieri, lunedì 16 novembre, però, i tabloid americani ed internazionali, sono esplosi con una nuova notizia: Charlie Sheen è HIV positivo. Ecco, ora non vogliamo fare del gossip, né approfittare del dolore di un uomo, anche se qui sopra ho voluto darvi un piano generale del personaggio.

Quello che più colpisce in questa notizia, è come una malattia così presente nel mondo, che fa morti ogni ora, venga menzionata dai media solamente quando un personaggio famoso ne soffre o quando Papa Benedetto XVI, in Africa, il paese più colpito dalla malattia, se ne esce con un’affermazione criminale: “Non usate il preservativo” (« …direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con i soldi, che sono necessari, ma se non c’è l’anima che sa applicarli, non aiutano; non si può superare con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema »).

Soprattutto in un anno come il 2015, quando a fine anno si trarranno le conclusioni degli MDG, ovvero gli Obiettivi di Sviluppo del Millenio delle Nazioni Unite. Sono otto obiettivi che tutti i 193 stati membri dell’ONU si sono impegnati a raggiungere, appunto, per l’anno 2015. La Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, firmata nel settembre del 2000, impegna gli Stati a:

  1. sradicare la povertà estrema e la fame nel mondo;
  2. rendere universale l’istruzione primaria;
  3. promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne;
  4. ridurre la mortalità infantile;
  5. ridurre la mortalità materna;
  6. combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie;
  7. garantire la sostenibilità ambientale ed infine,
  8. sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.

Tutti gli obiettivi hanno raggiunto risultato positivi, anche il 6°, quello che ora ci interessa maggiormente.

HIV/AIDS: Secondo le stime, nel 2008 erano 33,4 milioni le persone che, in tutto il mondo, convivevano con l’HIV. Di questi, 2,1 milioni erano bambini sotto i quindici anni. L’Africa sub-sahariana risponde di più dell’80% dei giovani tra i 15 e i 24 anni che convivono con l’HIV.

Qui sopra si vede, quindi come i maggiori risultati nel combattere la malattia si siano avuti, appunto, nel paese più colpito, l’Africa Sub-sahariana, mentre pochi se non inesistenti cambiamenti, sono avvenuti nei paesi del Nord del Mondo dove il numero di infetti è minore e le cure sono migliori oltre che estremamente più accessibili.

Sì, è vero, Charlie Sheen fa più notizia dei bambini africani, speriamo dunque che sfrutti al meglio l’annuncio della sua malattia al Today show, di oggi 17 novembre, per dare un po’ di luce a questa malattia che sembra ormai dimenticata.

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