A volte ci scordiamo della loro esistenza, eppur vivono tutti i giorni accanto a noi sparsi per l’Europa e l’Italia. Non hanno una patria, un territorio specifico da chiamare casa. Ma una casa c’è l’hanno. Su ruote.

Sono partiti intorno all’anno 1.000 da una zona piuttosto ampia che oggi possiamo identificare con il Nord-Est dell’India, per arrivare in Europa attraverso percorsi diversi e e stanziarsi in luoghi differenti. Sono i Rom ed i Sinti, i primi si fermarono principalmente nell’Europa dell’Est e nella zona dei Balcani, mentre i Sinti giunsero in Germania, in Francia e in Italia. La loro lingua, che ha subito gli influssi dei paesi attraverso i quali sono passati, è il romanes ed è una lingua orale, per questo, oltre ad essere una minoranza a causa della mancanza di un territorio proprio, sono anche una minoranza linguistica.

I Sinti giunsero in Italia intorno al 1400 e si stanziarono in diverse regioni. Più o meno nello stesso periodo giunsero dalla Grecia alcuni gruppi di Rom, che si stanziarono principalmente nell’Italia centro – meridionale. Altri gruppi, come i Rom Harvati, di origine croata, arrivarono nei primi anni del Novecento, mentre i Rom serbi e bosniaci si rifugiarono in Italia negli anni novanta per sfuggire ai conflitti nei Balcani. Oggi in Italia ci sono circa 200.000 Rom e Sinti, di cui il 70% sono cittadini italiani.

Ma il loro vagabondare non è stato una passeggiata, furono perseguitati in tutti i paesi europei subendo di volta in volta pratiche di inclusione (schiavizzazione nei paesi dell’East Europa), in particolare in Romania dove la schiavitù fu abolita solo dopo il 1850, esclusione con la cacciata dai territori e discriminazione. Come dimostra la storia più recente, quando furono deportati nei campi di concentramento, insieme agli ebrei, ai testimoni di Geova e agli omosessuali. Si stima che circa 500.000 Rom e Sinti trovarono la morte nei campi di sterminio durante il Porajmos.

Tra loro però, c’è una minoranza ancora più piccola. Sono i Caminanti, o siciliani erranti, un gruppo nomade diffuso in Sicilia, dove la comunità più cospicua si trova nel comune di Noto (provincia di Siracusa). Discendono dai Rom, giunti nell’isola attorno al Trecento, anche se loro rifiutano l’idea di identificarsi con essi.

Sono tuttora non stanziali o semi-stanziali. Passano infatti la maggior parte dei mesi invernali nelle loro abitazioni, solitamente roulotte o baracche, mentre nei restanti mesi sono nomadi in modo da poter offrire le proprie prestazioni nei vari luoghi della Sicilia e dell’Italia, arrivando molto spesso dalla Sicilia fino al nord con le loro auto trainanti roulotte o con i camper.

Anche se non identificano se stessi come Rom, la condizione di emarginazione sociale dei Camminanti è simile a quella degli altri gruppi presenti nella Penisola. Insieme alla grave precarietà della condizione abitativa, si affianca anche una difficile situazione economica, che deriva dalla problematica del declino dei loro mestieri tradizionali a cui si aggiunge una marcata discriminazione da parte dei datori di lavoro, basata sugli stereotipi attribuiti a tale etnia. Tutto ciò è peggiorato dalla scarsa valenza attribuita dai nomadi stessi all’istruzione scolastica, che porta i minori al disinteresse nei riguardi della scuola e i genitori ad una scarsa propensione al motivarli alla frequenza e all’impegno nello studio, tant’è che numerosi sono i ragazzi che abbandonano la scuola anche prima del termine dell’istruzione obbligatoria.

Se volete saperne di più esiste un bel documentario girato da Rita Mirabella e Giuseppe Tumino intitolato Il segreto dei Caminanti, e basato sulle ricerche condotte per anni proprio da Rita Mirabella. Un viaggio alla scoperta di luoghi, persone, storie, abitudini, usi e costumi della comunità.

CREDITI 

Copertina  © Rita Mirabella