di Martina Giobbio 

“Il ritorno del soldato” è un romanzo del 1918 ed è ambientato nel pieno della tragedia della Prima Guerra Mondiale. È un romanzo breve, caratterizzato da uno stile semplice e che si legge in poche ore ma che offre molti spunti di riflessione interessanti.

La narrazione procede soprattutto attraverso descrizioni della casa, del passato ma emerge anche una sottile analisi psicologica dei personaggi coinvolti.

Nell’Inghilterra di inizio Novecento, gli uomini sono al fronte a combattere mentre le donne restano da sole, a casa, e si trovano a occupare ruoli, prima impensabili, per sostituire i mariti. L’atmosfera che si respira a Baldry Court, invece, è molto diversa: Chris Baldry è andato in guerra ma sua moglie Kitty e la cugina Jenny, nubile e narratrice della vicenda, continuano la vita di sempre, protette dagli orrori delle guerra nella bella casa di campagna e in questo universo chiuso e statico vivono in attesa del ritorno di Chris.

Kitty è una donna superficiale, snob e vanesia, figlia del suo tempo e della sua classe sociale. Appare molto più interessata al suo status sociale e all’apparenza, alle cose belle e ai vestiti, che al marito, soprattutto quando riceve notizia della condizione del marito.

Jenny è innamorata da sempre del cugino, sentimento che non ha mai confessato a nessuno; questo amore è nato tra un gioco e l’altro quando erano bambini ma non si è affievolito con il passare del tempo, così Jenny diventa la parente povera, la zitella che i parenti maschi devono ospitare nella propria casa. Nonostante tutto va piuttosto d’accordo con la cognata. Le due donne, per ragioni molto diverse, hanno reso Chris il centro della loro vita.

Un giorno, all’improvviso, arriva la notizia della perdita di memoria di Chris dal più improbabile dei messaggeri: Margaret, l’amore di gioventù di Chris, il quale non ricorda nulla degli ultimi quindici anni. È forse l’unica figura femminile positiva e altruista; Kitty e Jenny sono invece caratterizzate da uno snobismo di fondo che non le fa muovere dal piccolo mondo che hanno costruito intorno a loro. Giudicano duramente Margaret Grey per il suo aspetto trasandato e per il suo povero vestiario senza realizzare che in circostanze diverse quello poteva essere anche il loro destino.

Chris è stato ferito al fronte e non si ricorda più della moglie, dell’amicizia che lo lega alla cugina né dei cambiamenti apportati alla casa. L’unica cosa di cui si sente sicuro è l’amore per Margaret, quella ragazza che aveva amato in gioventù ma che aveva allontanato poiché le convenzioni sociali impedivano un legame.

L’uomo che torna dalla guerra non è lo stesso che è partito e si abbandona al passato per poter andare avanti in una situazione di sconcerto.

Al centro del romanzo vi sono illusione, speranza, realtà e responsabilità.

Quello del soldato Chris Baldry è un ritorno forzato, necessario per mantenere l’ordine delle cose nella sua casa e nella sua famiglia, in un finale straziante.

Rebecca West affronta con un approccio interessante il tema della guerra e delle sue catastrofiche conseguenze, della memoria e dell’amore; nell’ottica di tre donne molto diverse tra loro, attraverso gli occhi di parte della narratrice, il lettore è portato con abilità all’inevitabile finale.

La scrittrice analizza molto bene le finzioni e le frustrazioni della vita quotidiana ma soprattutto i rapporti interpersonali tra i vari personaggi.

 

credits