di Andrea Alfieri 

 Rimangono ancora pochi giorni per poter visitare la mostra fotografica Flaneur di Piergiorgio Branzi, ma sarebbe sicuramente ingiusto – o quanto meno spiacevole – non ricordarne l’esistenza.

Alle Leica Galerie di Milano oltre trenta scatti di un fotografo toscano figlio dell’arte di Mario Giacomelli, cresciuto nel solco espressivo degli artisti della sua regione che segnerà i suoi ritratti dei “molti” contestualizzati nel paesaggio.

Quindi i protagonisti di un’Italia che cambia nei volti e nei luoghi, nei modi e nei costumi, con quella sensibilità tragica di chi si accorge di testimoniare un mondo in inevitabile evoluzione, non per forza vantaggiosa.

 

L’Italia sporca e sottoproletaria spesso dimenticata dai politici, che Branzi girò con la sua motocicletta nel 1955 dall’Abbruzzo alla Lucania, dalla Puglia a Napoli fino in Veneto, un solo Paese differente anni luce di regione in regione.

 

 

Non solo l’Italia. Branzi compie una esperienza giornalistica in Unione Sovietica inviato da Enzo Biagi, evidentemente lucido nell’aver riconosciuto come la sensibilità del fotografo possa giovare alle sfumature di un racconto di giornalista.

 

 

Flaneur non a caso. Girovago con occhio attento, errabondo artista che attende di farsi impressionare, come la luce sulla carta fotografica.

 

La mostra, apertasi il 30 giugno scorso, chiuderà il prossimo 12 settembre, nella speranza che gli ultimi turisti della stagione estiva – o i primi cittadini di ritorno dalle ferie d’agosto – possano cogliere la bellezza di questa nostrana fotografia.

 

 

CHE COSA: Flaneur. Piergiorgio Branzi

DOVE: LEICA GALERIE, via Mengoni 4, Milano

QUANDO: dal 30 giugno al 12 settembre 2015


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