Devo fare una premessa: quello che leggerete è frutto dell’esperienza di una non fumatrice. Ciò che ho scritto si attiene, dunque, a quel punto di vista di molte persone, che come me, non sanno cosa si provi a tenere una sigaretta tra le labbra.

Fumare ha tutta l’aria di essere un atto sessuale. Avvicinare la sigaretta alla bocca, inalare e lasciarla li ad indugiare sulle labbra per far uscire il fumo con soddisfazione. Anche farla vibrare tra le dita per far depositare delicatamente la cenere ha la sua poesia, ma soprattutto una ritualità tutta sua.

Si perché sembra che ogni fumatore abbia il suo di rituale, e non è solo il come si fuma, ma anche il quando e il cosa. Infatti, sebbene le sigarette siano oggigiorno le più diffuse, ci sono altri modi di fumare il tabacco, come le pipe, i sigari ed il narghilè, ognuno dei quali ha i propri estimatori.

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I fumatori di sigari, infatti, possono benissimo essere definiti i sommelier del tabacco. È un prodotto che necessita di un sistema di conservazione particolare, e proprio come un buon vino, un avana di buon livello continua a migliorare per oltre 10-15 anni dalla produzione. E proprio come un bicchiere di vino, va degustato, seguendo la scuola cubana per la quale il sigaro sa semplicemente di tabacco o seguendo quella europea-americana, che invece applica ai sapori riscontrati, le stesse analogie che si trovano nella degustazione dei cibi e dei vini.

Se il mondo dei sigari e delle pipe sembra rimanere appannaggio di veri intenditori, ma soprattutto degli uomini, per tornare all’aspetto sessuale del fumo, c’è una modalità di fumare la sigaretta, che ha tutto ha che fare con le donne. Sto parlando del bocchino.

Diventato di moda nei ruggenti anni ’20 e considerato come un accessorio essenziale della moda femminile fino agli inizi degli anni ’70, il bocchino di Crudelia De Mon nella Carica dei 101 o quello di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, è impresso nelle nostre menti, così come lo è il sigaro nelle mani di Che Guevara.

Insomma, quando pensiamo bocchino, la nostra mente si riempie di immagini di donne forti, di corpi sensuali, di foto e di film in bianco e nero. Non a caso, oltre alla Hepburn, altre donne famose hanno contribuito a cementare queste immagini nelle nostre memorie, come le attrici Lucille Ball, Jayne Mansfield, Rita Hayworth, Wendy Richard e Louise Brooks, ma anche personaggi come Jacqueline Kennedy, la Principessa Margaret, Madalena Barbosa, Cleo Trumbo e Ayn Rand, mentre Scarlett Johansson è un, seppur isolato, esempio contemporaneo.

Il bocchino però non è solamente un accessorio femminile, in Paura e delirio a Las Vegas, Johnny Depp ne ha quasi costantemente uno in bocca. Così come Capitan Uncino che possedeva un bocchino piuttosto singolare con un doppio ramo per poter fumare contemporaneamente due sigari, od ancora il Pinguino, nemesi di Batman, che usa un bocchino, nei fumetti, nelle serie tv degli anni ’60 ed anche nel film Batman Returns. Insomma una moda che in fondo non conosce sesso, ne discriminazione dei media, visto che era rappresentato anche dalla Disney (La Carica dei 101 e Peter Pan) ed era usato dalla Pantera Rosa, e dal Colonnello Sponsz nelle Avventure di Tintin.

Oggi con le leggi antifumo le cose sono diverse, e non ci sogneremo più di vedere un personaggio dei cartoni per bambini fumare. Anche in una serie tv come Mad Men, ambientata in pieni anni ’60 quando fumare non era solo normale, ma anche di moda, il fumo è si rappresentato, ma con delle finte sigarette, perché in California, dove viene girata la serie, è vietato fumare in luoghi chiusi.

Insomma, l’opinione pubblica sul fumo sarà pur cambiata, ma chi se la scorda Audrey Hepburn nell’iconico little black dress di Givenchy, con il suo bocchino fuori misura tra le mani, o la meno algida ed elegante, e decisamente pasticciona, Bridget Jones, che si fuma una sigaretta di nascosto, perché teoricamente deve smettere, od ancora una Uma Thurman dai capelli neri sul cartellone di Pulp Fiction?