17 novembre 2018

ASSP Unimi: quando l’unione fa la forza

ASSP Unimi: quando l’unione fa la forza

Di Lorenza Castellani

Ho intervistato Dario Caponigro in una torrida serata di giugno. Avevo appena finito di cenare dopo una lunga giornata lavorativa, e chi mi conosce sa che quello è solitamente il momento peggiore per avere una discussione con me. Nonostante il caldo e la stanchezza, tuttavia, è trascorsa quasi un’ora al telefono e l’energia di questo giovane ragazzo mi ha pervasa positivamente.

Grazie a questo lavoro ho intervistato molte persone e la caratteristica comune di chi sa di aver realizzato qualcosa per cui merita di diventare protagonista di un articolo è quella di dimostrarsi profondamente egoista. Un narcisismo giustificato, certo, ma che pur sempre narcisismo rimane. Ecco quindi che sono rimasta molto sorpresa quando, nel raccontarmi la storia di ASSP Unimi, Dario ha continuato a voler sottolineare quanto l’associazione non sia opera di un singolo, ma di una collettività di amici, e quanto nella sua stessa struttura si possa leggere questa caratteristica.

I: Ciao Dario, ti va di parlarmi un po’ di ASSP Unimi?

D: Certo, ASSP Unimi è l’abbreviazione di “Associazione degli Studenti di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano”. La data di nascita è davvero recente. Infatti, abbiamo deciso di dare forma a questo sogno verso la metà del mese scorso, e la data ufficiale di costituzione è il 29 maggio 2015.

Devo farti i complimenti, sono passate solo poche settimane e sembra che tu abbia già le idee molto chiare.

Grazie mille! Io ho avuto varie esperienze di associazionismo in passato, ma sempre in modo indiretto. In particolare, ho partecipato a varie attività in IAPSS (International Association for Political Science Students) e in ASSP Italia (Associazione degli Studenti di Scienze Politiche d’Italia). Mi sembrava incredibile che a Milano non esistesse una realtà locale che raggruppasse in modo apartitico gli studenti di Scienze Politiche. In altre città, anche più piccole, questo tipo di associazioni sono radicate da tempo. È stato così che, grazie al supporto di un gruppo affiatato di amici, abbiamo deciso di costituirla anche qui.

 

Di quanti membri consta la tua, la vostra associazione?

 

Alla prima riunione eravamo 12 membri. Oggi siamo già in 30 membri paganti quota associativa, e a quanto pare il numero è in costante aumento.

 

Qual è l’obiettivo che si pone questa organizzazione e in cosa differisce da altre già presenti?

 

I primi due grandi valori che vogliamo portare avanti sono quelli dell’associazionismo e dell’essere apartitici. Non aderendo a nessun partito la strada è tutta in salita ed è molto difficile. Tuttavia, ci ha sorpreso moltissimo vedere come i professori abbiano approcciato in modo positivo a questa nostra scelta e ci sostengano nel raggiungimento dei nostri obiettivi.

 

Sapresti dirmi quali sono i vostri scopi nel breve e nel medio – lungo termine?

Come recita il nostro statuto, ASSP “nella visione di creare una struttura permanente attraverso la quale favorire il dibattito internazionale su vari argomenti di scienza politica e di campi correlati tra i suoi membri” svolge diverse attività. Nel breve periodo, vogliamo raggiungere la stabilizzazione dell’organizzazione creando dei regolamenti interni, stabilire un regolamento consuetudinario per snellire i regolamenti interni e reclutare nuovi membri. Nel medio – lungo termine, ci siamo prefissi di stabilire due grandi conferenze l’anno, ogni 6 mesi circa, che vogliono essere un po’ il nostro biglietto da visita. Inoltre, vogliamo creare uno scheletro forte per l’associazione, in grado di sopravvivere anche senza il suo Presidente.

 

Mi sembra di capire che abbiate una struttura organizzativa già ben definita. È così?

 

Nello statuto abbiamo specificato l’esistenza di tre Organi Sociali: l’Assemblea Generale, il Comitato Esecutivo e il Comitato di Supervisione. La volontà è quella di lavorare orizzontalmente, con un approccio bottom – up, distribuendo il potere in modo più equo possibile, anche se un po’ di gerarchia è necessaria al fine di far andare avanti velocemente le cose. La sede legale, invece, è a casa mia, che sono il Presidente e mi sono preso in carico l’onere di gestire la burocrazia del caso. Per quanto riguarda la modalità di accesso all’associazione, invece, vi sono tre tipologie di membership: membri ordinari, membri onorari e membri associati. Condizione necessaria per entrare a far parte dell’associazione è di essere iscritto ad uno qualsiasi degli Atenei milanesi. La facoltà non conta, puoi anche studiare Ingegneria, ma se ti interessano le Scienze Politiche allora sei dei nostri!

 

E cosa succede nel caso in cui uno studente si dovesse laureare e quindi uscire dal circuito universitario? Come avete pensato di gestire questa ipotesi?

 

Essendo appena nati il caso concreto non ci è ancora capitato, ma sicuramente succederà. Sappiamo che ASSP Roma 3, ad esempio, prevede la possibilità di rinnovare annualmente l’iscrizione all’associazione per chi si dovesse laureare. Noi abbiamo pensato alla possibilità di diventare un membro onorario, esterni che contribuiscono alla produzione di articoli e documenti per ASSP Unimi. Di solito si tratta di professori ed esperti. Sicuramente in futuro si penserà a come gestire gli eventuali casi uno ad uno.

Grazie mille Dario, è stato un piacere.

 

È stato un piacere, 45 minuti volati via e non me ne sono neanche accorto! Chiedo venia, a quanto pare è una qualità dei presidenti delle associazioni essere logorroici.

Se volete contattare ASSP Unimi scrivete a: asspunimi@gmail.com o contattateli sulla pagina Facebook.

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