Di Sharp

Cara Vale,

ti scrivo una lettera che non so quando ti raggiungerà, mi manchi sai?

Ma sono felice tu sia in tournée e tu stia realizzando il tuo sogno.

Sogni…. anche io forse qualcuno ne ho realizzato, ma come sai mi sento sempre incompleta, quello che faccio non è mai abbastanza.

Ti scrivo perché il mio cuore sta scoppiando, è successo l’imprevedibile: a 40 anni e con un figlio di 8 mi sono presa una cotta.

Dopo l’estate ho ripreso i corsi e chi ti si presenta nell’Advanced? Jacopo, il mio amore dei 19 anni! Lo ricordi? Quanto soffrii al nostro distacco, quante lacrime, quanti chili persi.

E’ sempre lui, con mille idee per la testa, super impegnato, con quell’aria trasognata di chi quando ti parla sta pensando a qualcosa di più importante.

E’ sempre lui, imprenditore da quando stavamo insieme.

Ha divorziato di recente dalla moglie, questo è venuto fuori durante una delle prime lezioni, Charlotte era anche lei troppo presa dalla carriera, ha dovuto viaggiare molto ed è finita che non si vedevano quasi mai. Lui avrebbe bisogno di una donna che resti a casa per lui e viva per lui e per la sua famiglia.

Vale mi batte il cuore quando lo vedo così come non mi è mai battuto per mio marito. Non posso rimproverargli niente, è un uomo meraviglioso che mia ha raccolta quando ero in frantumi e ha creduto in me, in noi, nella possibilità di costruire un futuro insieme, una famiglia.

Lo sai, lo sai, quanto sia meraviglioso anche come padre il mio Giorgio. Eppure. Con lui non è mai stata passione bruciante. Lui non era il mio tipo di uomo: non mi insegnava economia, politica, letteratura, lui è una persona pratica e semplice. Il mio complesso edipico non è mai passato. Sì Vale, mi sono proprio ripresa una cotta e sono felice che Jacopo frequenti il corso almeno fino a Giugno. Parliamo moltissimo, durante le pause e dopo la fine della lezione.

Giorgio non sospetta nulla né voglio farlo allarmare: non lo lascerei per nulla al mondo, lo sai.

Devo farmela passare anche se sentirsi ancora una ventenne al primo appuntamento mi riporta indietro e mi fa stare bene.

Cara Vale,

ti scrivo una lettera che non so quando ti raggiungerà, mi manchi sai?

Ma sono felice tu sia in tournée e tu stia realizzando il tuo sogno.

Io mi sto dando da fare come al solito con il volontariato e con i miei tre marmocchi. Ma è successa una cosa imprevista e sconvolgente: mi sono presa una cotta.

Sì, hai capito bene.

Sarà che Jacopo è sempre lontano da casa ed è fondamentalmente assente, come padre, come marito.

Ho rivisto Giorgio, te lo ricordi?

Il ragazzo che lasciai perché era ‘troppo normale’, troppo buono, troppo devoto.

E’ entrato anche lui a far parte dell’associazione dove insegniamo Italiano agli stranieri.

E’ sempre lui, più dolce che mai.

E’ sempre lui, con quegli occhi pieni d’amore per il creato.

Ha anche lui tre figli, con la differenza che le risorse sue e di Michela sono molto più limitate delle nostre.

Chissà come sarebbe stata la mia vita con lui.

Chissà se sarebbe tornato a casa con una rosa, di tanto in tanto, il testo stampato di una canzone d’amore.

Ma è tardi per farsi queste domande.

Non ci sarà mai niente tra noi, lui, a differenza mia è felice e non cerca altro.

Ho fatto delle scelte, sbagliate, chissà.

Ho scelto il super uomo Jacopo dalle cui labbra pendevo quando mi istruiva sull’andamento dei mercati finanziari, sulla situazione di crisi della Grecia.

Ho scelto anche il dio denaro, il dio successo.

Ma darei la luna per una cena a lume di candela con ‘il ragazzo normale’, per avere una carezza dalle sue mani forti, mani di padre, cosa non farei per avere un marito che il Sabato ci porta tutti al parco o a mangiare un gelato.

E invece eccomi qui, nella mia bella casa in zona centralissima, con tre figli da crescere, sola.

Ho sbagliato qualcosa?

E’ troppo tardi per i rimpianti ormai.

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