Di Simone Belletti

Ha finalmente rivisto la luce il capolavoro di Elio Petri “Todo modo”, il film torna a rivivere in un’edizione restaurata frutto di una collaborazione tra Cineteca di Bologna e Museo nazionale del cinema con il contributo di Surf Film.

Già presentato alla 71ª Mostra del Cinema di Venezia, l’opera è attualmente disponibile in dvd.

Tratto dall’omonimo romanzo di Sciascia, Todo modo narra le delittuose vicende che si svolgono durante gli esercizi spirituali a cui partecipano i maggiori esponenti della Democrazia Cristiana, il partito da trent’anni alla guida del paese.

Il ritiro spirituale è però un pretesto, il vero obiettivo del raduno è quello discutere le strategie per perpetrare il potere del partito. Sotto la guida del mai nominato presidente (il riferimento è chiaramente ad Aldo Moro) si scontrano fazioni, correnti, interessi, corrotti e corruttori.

Durante questa delicata e cruciale riunione i dirigenti di partito sono progressivamente giustiziati da misteriosi assassini.

All’uscita il film scatenò violente polemiche, severamente criticato, tanto dai democristiani quanto dai comunisti (che, a detta del regista, lo condannavano in pubblico per elogiarlo in privato), fu sequestrato ad un mese dall’uscita nelle sale.

Il definitivo colpo di grazia lo diede il sequestro e l’esecuzione del vero Aldo Moro a due anni dall’uscita del film.

Le immagini degli esponenti della DC, ma soprattutto di Aldo Moro, giustiziati smisero di essere invenzione letteraria e divennero una drammatica realtà, il film venne definitivamente “messo a bando”, bando che ne decretò l’invisibilità per molti anni.

Un’opera che sarebbe eufemistico definire scomoda, torna ora in tutto il suo splendore.

Petri ci consegna, in un affresco grottesco e terribile, l’immagine di una classe politica corrotta e marcescente, di un potere che vede nel conflitto un pericolo e non il motore della democrazia e per questo lo evita, lo appiana con gattopardesca abilità.

Se il criterio per distinguere un capolavoro è la prova del tempo, allora Todo modo è un capolavoro.

Una delusione purtroppo ce la danno i contenuti speciali del dvd, a fronte di un’attenta opera di restauro non sembra si sia usata altrettanta cura per gli approfondimenti.

Si tratta di quattro interviste rispettivamente agli storici Giovanni De Luna e Agostino Giovagnoli e ai cineasti Marco Bellocchio e Giuliano Montaldo, tutte piuttosto insipide.

La contestualizzazione storica (particolarmente importante quando si parla di cinema politico) è data in termini piuttosto generici e similmente le interviste ai registi si risolvono in una breve chiacchierata senza un qualche vero approfondimento.

E’ un peccato, una simile opera avrebbe meritato un apparato di approfondimento decisamente più curato.