Intramontabile, irriverente e scandaloso, torna il musical cult di Richard O’Brian,

Milano e Forlì uniche tappe italiane

 

Di Anna Belelli

Torna finalmente in Italia ,dopo un’assenza di dieci anni , The Rocky Horror Show, dal 5 al 17 maggio in scena al Teatro della Luna di Milano. Il capolavoro di Richard o’Bryan ci viene presentato dal colosso tedesco BB Production che non farà certo mancare ad appassionati e curiosi la spettacolarità e l’eccesso che hanno reso giustamente famoso questo musical.

E mentre il momento di ballare il “Time Warp” si avvicina facciamo “un salto indietro” alla scoperta di questo irriverente capolavoro:

Era una piovosa sera di giugno del 1973 quando The Rocky Horror Show affronta per la prima volta il pubblico in un piccolo teatro sperimentale di Londra, il Royal Court Theatre Upstairs che contava appena 60 poltrone.

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Richard O’Brian, allora attore sconosciuto, scrive la sceneggiatura e i testi delle canzoni mischiando le sue passioni giovanili: Fantascienza, Horror B Movies e Rock ‘n Roll. Questa strana combinazione si rivela da subito vincente ed irresistibile,  il successo è immediato quanto l’entusiasmo generale e le sei settimane di repliche si trasformano in un tutto esaurito fino al 1974, data in cui la produzione espatria negli USA verso la conquista del famoso Roxy Theater di Hollywood in cui le repliche proseguono per addirittura nove mesi.

Nel frattempo lo Show viene adocchiato dalla 20th Century Fox che propone ad O’Bryan e al suo regista Jim Sharman di trasformare il musical in un film. A meno di due anni dalla prima iniziano quindi le riprese di The Rocky Horror Picture Show, quasi tutto il cast originale del ’73 è presente, con il fantastico Tim Curry nei panni di Frank e l’aggiunta di due giovani e promettenti attori: Susan Sarandon e Berry Bostwich.

All’uscita il film si rivela un flop inaspettato, ciò non ferma gli appassionati, in particolare i più giovani, che trasformano la proiezione della pellicola in veri e propri show interattivi travestendosi, ballando, cantando ed imitando i personaggi con veri e propri “oggetti di scena” portati da casa. Il fenomeno culturale innescato continua ancora oggi e non solo in America, sono addirittura reperibili su internet alcune “Audience Participation Guide”, ovvero “linee guida” per partecipare attivamente durante queste fantasiose riunioni, con tanto di elenchi di oggetti necessari, usanze tradizionali, tra motteggi e cori scherzosi.

L’influenza del film si fa sentire, alcuni cambiamenti attuati  per l’adattamento cinematografico vengono poi mantenuti ed applicati nella maggior parte dei tour. Per esempio, nella versione originale la canzone “Sweet Transvestite” viene cantata prima di “Time Warp”, lo stesso O’Bryan applicò questo cambiamento nella riscrittura del copione del 1990.

Appena finite le riprese del film il tour dei teatri ricomincia, prima in America poi in Europa, in Australia ed in Giappone. In alcuni paesi orientali per motivi di censura ,tuttora, Framk è interpretato da una donna (Franca.. Francesca? Mah).

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In Italia invece il musical si fa aspettare ed arriva solo nel 1984, dieci anni dopo l’uscita del film, riscontrando comunque un interesse quasi scontato.

Dopo oltre quarant’anni di successi, repliche e citazioni, Rocky Horror è ancora uno degli spettacoli più apprezzati, rappresentati e proiettati di tutti i tempi, capace con la sua particolare ironia di affascinare e divertire generazioni diverse, collocandosi tra quelle opere senza tempo, sempre attuali, rese eterne dal fascino dell‘icona.