di Lorenzo Bellandi

 In seguito ai difficili momenti vissuti ai tempi della Grande Guerra, e al conseguente ovvio malcontento generalizzato, gli anni Venti si configurano come anni di notevole miglioramento rispetto al passato. Il nuovo senso di libertà porta innovazioni anche nel campo della moda, che diviene non più solo privilegio di pochi ma molto più accessibile alla massa, anche per vie di nuovi tessuti meno costosi.

Le ragazze alla moda di questi anni hanno capelli tagliati corti che risaltano il collo, cloche sulla testa, sigaretta in bocca e drink in mano. Si vestono con abiti corti con le frange, paillettes, lustrini. Portano tacco medio e chiusura alla caviglia per poter ballare meglio il famoso Charleston o il Fox Trot. Ascoltano jazz e sembrano quasi delle bambole: ombretto alla Smokey eyes, ciglia lunghissime, pelle chiarissima. Labbra e unghie preferibilmente rosse. Sopracciglia quasi inesistenti. Al collo una bella collana di perle. Sono le cosiddette Flapper Girls.

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Le Flapper Girls cavalcano proprio l’onda degli Anni Ruggenti, che vedono l’interesse sempre maggiore per il jazz e il dadaismo. Sono donne emancipate, donne che lavorano, donne che si vestono in maniera completamente differente dal passato.

È questa anche l’epoca di Coco Chanel, che lancia il famoso taglio alla garçonne, famosissimo grazie anche a Louise Brooks.

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Louise Brooks. Fonte

In sostanza gli anni Venti riflettono una donna alla moda come una figura androgina e snella, con abiti che danno maggiore libertà per i movimenti. Vita bassa, gonne corte, tessuti leggeri e morbidi, come lo chiffon, la seta e il jersey. Le curve tendono a sparire: gli abiti devono avere linee dritte, i reggiseni servono infatti per schiacciare il seno invece che valorizzarlo.

Dopo gli Anni Ruggenti cominciano gli anni Trenta che si configurano quasi come diametralmente opposti, atti a risaltare di più le forme femminili anche con uno stile più sobrio, anche come conseguenza della Crisi del ’29.

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Anni ’30. Fonte

Images: copertina