di Manuel Cristofaro

A Pasqua come a Natale, o quasi, ci si riunisce in famiglia per il più classico dei pranzi spacca-stomaco.

Ma non solo, anche gli incontri che si possono fare sono dei più improponibili. Parenti che pensavate ormai sotto terra o scappati in chissà quale parte del mondo in queste occasioni riappaiono come funghi.

Ecco i 4 personaggi che sistematicamente popolano queste giornate.

ATTENZIONE IL PUBBLICO PIU’ CONSONO ALLA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO POTREBBE ESSERE QUELLO TERRONE, MA ANCHE IL MILANESE LO PUO’ LEGGERE PER CONOSCERE UN PO’ QUESTA DIFFICILE REALTA’.

  • LA ZIA ANTONIA

La zia Antonia è la sorella di vostra nonna. Tutte le volte che vi vede, a causa del visibile avanzamento dell’età, chiede a vostra nonna se vi siete mai visti prima. Una volta riconosciuto il suo “bel” nipote non lo molla più un secondo, peggio di una cozza attaccata al suo scoglio; pizzicotti sulle guance, sulle mani, sulle braccia accompagnati da una serie di intercalari dialettali sconosciuti ai più e che necessiterebbero dei sottotitoli alla pagina 777 del televideo. A quel punto sperate che come tutti i vecchi parenti vi molli la 10€, guadagnata dopo quella tortura: invece no la zia Antonia è più tirchia di zio Paperone e il massimo che vi può regalare è il numero della figlia della sua domestica per un tentativo di accalappiamento. Sistematicamente la giovane, descritta dalla zia meglio di Miss Italia, è un cofano. TERRORE VERO

  • LO ZIO FERNANDO

Lo zio Ferndando è il figlio della zia Antonia. Perché zio? Perché tutti i parenti vicini, ma non troppo da avere un appellativo o sono cugini o sono zii. Dopo un anno dove non avete più notizie di lui e pensate che sia diventato un latitante mafioso, ricompare perennemente ogni santa ricorrenza famigliare. Tutto normale, racconta poco di quello che gli è successo, anche perché a nessuno interessa saperlo, mangia e beve più di tutti e ad tra una portata e l’altra secca il suo marlborone rosso in 2 minuti e 15 secondi netti. Arrivato il conto ricomincia la sua latitanza, consapevoli del fatto che finirà alla prossima ricorrenza. SCROCCONE PROFESSIONISTA

 

  • NONNO GENNARO

Tuo nonno nel ristorante sembra proprio a suo agio. Quelli che non lo sono per nulla sono i camerieri. Nonno Gennaro gestisce il servizio al tavolo come un boss mafioso, chiamando continuamente a se i poveri camerieri e sussurrandoli all’orecchio richieste, che assomigliano più a ordini, sulla gestione del servizio (vino, acqua, bis vari seppur non previsti del menù fisso ecc…). Dato che il pranzo pasquale tende a tenersi in posti sempre diversi, i poveri mal capitati camerieri ignorano il tutto fino al primo bisbiglio nell’orecchio, da li comprendono che la loro fine è vicina.

41 BIS

  • NONNA MARIA

La nonna è il primo picciotto del nonno. Tutto tranquillo fino al momento in cui Nonno Gennaro non gli sferra il segnale concordato, con uno sguardo ammiccante accompagnato da un leggero movimento verso l’alto della testa che farebbe impietrire chiunque. A quel punto la picciotta entra in azione: allungando il pugno verso la mano del nipote e attirando l’attenzione altrui su altro, gli “sgancia” la banconota che frettolosamente il giovane si infila in tasca mentre il nonno acconsente con oscillazione lieve della testa in segno di approvazione. IL PUGNO PIU’ LESTO DEL RISTORANTE