di Manuel Cristofaro

Uno dei detti popolari più conosciuti e in voga di sempre è “Dio li fa e poi li accoppia”.

Facile a dirsi. Forse una volta. Forse solo nei film. Con l’avvento dei nuovi social network le relazioni tra ragazzi sono completamente cambiate, anche quelle di cuore.

Protetti da uno schermo e da una tastiera i ragazzi si sentono più spavaldi e fanno magari cose che nella vita reale non farebbero mai, come scrivere ad una persona che gli piace o che li attrae.

Anche le priorità sembrano essere cambiate. Se prima conoscendosi di persona non per forza una persona del sesso opposto veniva avvicinata con lo scopo di poterla abbordare, ma c’era una maggiore apertura all’aspetto amicale, ora lo scopo ultimo, seppur in alcuni casi molto ben celato, è quello di poter cercare di avere una relazione con questa persona.

Ed ecco che con questo metodo si è creata la piaga sociale adolescenziale dei nostri tempi: la FRIENDZONE.

Dal gergo giovanile si evince che colui che è in stato di Friendzone si trova in una situazione dove la persona che vorrebbe come sua amante non ricambia il suo stesso sentimento e quindi rimane intrappolato nella “Zona dell’amicizia”. In questo rapporto troviamo due parti: il “Friendonatore”, colui che pronuncia la frase che ha causato più pianti nella storia recente, ossia “Ti vedo solo come un amico”, ed il “Friendzonato”, colui che non vede ricambiato il suo amore.

Seppure si possa pensare il contrario, non sono solo le donzelle a sfornare due di picche a destra e a sinistra, e su questo si nota l’ascesa del sesso maschile in tale campo. Finalmente.

Il problema è così sentito dai giovani, che il popolo di Facebook non poteva non dedicarci una pagina.

La pagina in sostanza è gestita dagli utenti, i quali inviano le loro storie agli amministratori, che a loro volta in modo anonimo la pubblicano sulla pagina attraverso post o immagini che, nella loro crudeltà, diventano esilaranti. L’autoironia è la chiave con cui gli amministratori della pagina cercano di tirar su il morale al popolo “intrappolato” nella Zona dell’amicizia.

Intrappolati sì. Perché il motto è “dalla Friendzone non si esce MAI”.

Amori nascosti in anni e anni di amicizia che finalmente vengono svelati, ma mai ricambiati.

Ma quando il lieto fine sembra aver abbandonato ormai la strada di questi poveri ragazzi, ecco che il trend inizia a cambiare: alcuni friendzonati, consapevoli della loro posizione ormai insopportabile di zerbino, prendono il toro per le corna e si ribellano finalmente a questa straziante situazione, ricevendo figurativamente una medaglia al valore per il loro sforzo ed il loro successo. Sono ancora fenomeni sporadici, ma sembrano non essere totalmente delle gocce in mezzo ad un oceano.

La Friendzone è affrontata anche in un programma che va in onda su MTV, dove quello/a della coppia di amici che ama l’altro/a decide finalmente di rivelarsi organizza un appuntamento, che agli occhi di quest’ultimo/a risulta al buio, ma che poi si dimostra essere per lui/lei.

Non si riesce a capire se sia un’ulteriore causa di depressione per i friendzonati o una via di fuga dalla loro situazione. Sta di fatto che non è comunque la loro realtà, quindi pur sempre una cosa lontana.

Il colmo in tutto ciò è che i Friendzonatori si lamentano dicendo che non troveranno mai l’anima gemella, l’amore della loro vita. Già. Al 90% lo hanno Friendzonato.

Se Dio potesse esprimersi sul tema sono sicuro che direbbe: “Certo. Io li faccio, ma se quando cerco di accoppiarli si friendzonano, cavoli loro!”

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