di Manuel Cristofaro

Noi tutti sappiamo che l’Universo è un’entità indefinibilmente grande e sappiamo anche di farne parte. Bene. E allora perché i nostri Universi mentali sono così infinitamente ristretti al nostro praticello o al nostro ettaro di vita?

Può sembrarvi un’accusa offensiva. Certo non tutti hanno delle vedute così ristrette: molti conoscono più cose di altri, ma allo stesso modo noi tutti non possiamo essere onniscienti. Mi metto io al primo posto nel dire che so di non sapere. Anzi, ad esser sincero, finché non mi sono documentato per poter scrivere questo articolo, nemmeno io sapevo che oggi, in questo momento, mentre leggete questo articolo a casa, in università o in ufficio, al sicuro insomma, nel Mondo si stanno combattendo guerre in circa 65 paesi che coinvolgono circa 620 milizie e gruppi armati.

Se pensiamo alla parola guerra il primo collegamento che ci viene in mente è quello alle due guerre dello scorso secolo, che hanno cambiato la storia e le sorti del mondo intero. Quindi pensiamo a tempi passati, avvenimenti scritti e riportati ormai solo nei noiosissimi libri di scuola.

Questo nostro difetto di “limitatezza” ha fatto sì che il nostro cervello immagazzinasse quella parola e la archiviasse nelle cose che non ci appartengono o che, appunto, appartengono alla Storia.

Eppure anche l’oggi è Storia. E anche oggi si combattono delle guerre. Nessuno escluso. Infatti non c’è alcun continente fuori da questa lista, nemmeno la Vecchia e ormai avanzatissima Europa.

Come ben si può immaginare il continente più colpito è l’Africa, seguita dall’Asia e, a sorpresa, dall’Europa. Chiudono poi Medio Oriente e Americhe.

Le ragioni per cui combattono, nonché le organizzazioni stesse che si scontrano, sono di natura completamente differente in ogni angolo del pianeta. Il sito www.guerrenelmondo.it aggiorna continuamente la lista dei conflitti e delle milizie che si contrappongono. Dalla sua analisi emerge come, ultimamente, il motivo principale dei conflitti nel mondo sia la guerra contro i militanti islamici.

Se in Africa ci sono più di 25 paesi in cui imperversano conflitti, dove le motivazioni principali sono colpi di Stato e guerre civili per le condizioni disumane di quelle zone, in Asia e in Europa si combatte per l’indipendenza delle regioni da parte di minoranze che rivendicano il “loro” territorio. In America, invece, la causa principale dei conflitti è il narcotraffico e, parimenti, dei colpi di stato che comportano guerre civili devastanti.

Potrei analizzare questi dati per almeno un’intera giornata, ma non avrebbe senso. Per questo vi invito a farlo voi stessi, sperando di avervi dato un buon input e di aver stimolato la vostra curiosità sul tema.

Rimane una domanda: Come facciamo a sapere tutte queste cose se non ne parlano i telegiornali e/o i giornali?

Siamo nell’era tecnologica e le informazioni sono ovunque, basta sapere cosa cercare.

Certo sarebbe stupido, e anche un po’ ipocrita, dire che la mattina appena alzati dovreste andare su internet e cercare quante guerre si stanno combattendo nel mondo in questo momento. Chiaro.

Infatti il messaggio che vorrei mandarvi è che al giorno d’oggi, dove la globalizzazione è ormai portata all’estremo, sembra strano che ci possano essere ancora realtà così difficili, ma è ancor più strano che non vedano nessuno spiraglio di luce in fondo a questo tunnel di sangue e morte.
E in questa situazione molte persone vedono come unica soluzione l’emigrazione verso paesi apparentemente più sicuri, come l’Italia. Apparentemente, visto che l’accoglienza non è delle migliori.
Facile essere razzisti sulla pelle degli altri, vero?

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