Lègami: ARTE AMBIENTALE A BASE DI FRATTALE

"Spiral Jetty" di Robert Smithson

“Spiral Jetty” di Robert Smithson

L’ecologia e l’ambientalismo sono ad oggi dei punti fondamentali di mobilitazione e contrasto del pensiero contemporaneo. L’arte, in quest’ambito, sicuramente non si tira indietro, creando ad hoc una nuova categoria: l’ Arte Ambientale.  Tale termine viene utilizzato per descrivere genericamente il processo artistico o l’opera d’arte in cui l’artista si confronta attivamente con l’ambiente. Questo ambiente, oltre alla sua dimensione ecologica e naturale, può essere inteso anche come contesto  politico, storico e sociale.

Per questo motivo, ci sono moltissimi sottogruppi differenti interni alla Enviromental art, ne riporteremo solo alcuni:

  • Bio art:  Opere che includono materiale vivente, come per esempio piante e muschi, in funzione di abbellimento e restauro di un ambiente naturale;
  • Assemblage and Recycled Art: Opere realizzate con materiali trovati in giro oppure rifiuti, all’insegna del recupero di materie prime e della trasformazione;
  • Econvention: opere che riparano danni dell’ambiente naturali. Chiamata anche “Reclamation Art” (arte di ripristino);
  • Social Sculpture : Opere d’arte che si focalizzano sulla relazione tra ambiente e società, come opere che coinvolgono la comunità locale o che chiedono allo spettatore di partecipare attivamente, promuovendo una presa di coscienza delle condizioni ambientali circostanti;
  • Land Art: comprende sia interventi che producono alterazioni impercettibili, sia modificazioni dell’ambiente su scala monumentale.  In questo ambito è compresa anche la Ephemeral Art, un’opera che viene creata intenzionalmente per durare solo un breve lasso di tempo. Questi lavori sono spesso lasciati degradare per effetto delle condizioni ambientali naturali. Un’altra sottocategoria della Land Art sono i Walking works: pratiche in cui l’artista usa l’atto della passeggiata attraverso un ambiente come espressione artistica.
  • … e molti altri

Questa piccolo elenco ci riconferma come l’Arte Ambientale si riferisca a processi e risultati artistici anche molto diversi tra loro. Tuttavia, hanno tutti in comune il superamento della concezione di autonomia dell’opera d’arte rispetto al contesto in cui viene collocata. Infatti, con la mercificazione dell’opera d’arte, diventò indispensabile esporre i lavori nelle gallerie e nei musei per il riconoscimento del loro status di opere d’arte come tali, e per riuscire a guadagnarsi il pane. L’arte ambientale in questo senso rappresenta una modalità di rottura dall’arte convenzionale, e una ribellione alle limitazioni poste dal punto di vista espressivo e dimensionale. Rimane però il fatto che i musei per vendere sono fondamentali, perciò numerosi artisti concepirono le loro opere accompagnate da riproduzioni fotografiche e filmiche, come nel caso di Robert Smithson. C’è anche da considerare che l’opera ambientale “ecosostenibile” è inevitabilmente destinata ad alterarsi e deteriorarsi, perciò l’immortalità della stessa deve essere garantita tramite la tecnologia per conferirgli valore.

Tra le opere più famose ed emblematiche  dell’Arte Ambientale c’è sicuramente lo “Spiral Jetty”, creata nel 1969 da Robert Smithson, artista americano figura chiave dell’incontro tra arte concettuale, Minimalismo e Land Art. Essa consiste in un  mastodontico molo a spirale della  lunghezza di 457 metri e fu costruita in  due settimane interamente con fango,  cristalli di sale, rocce di basalto, terra e  acqua della riva nord-est del Great Salt  Lake nello stato dello Utah. Smithson  creò nel lago un tracciato a forma di spirale utilizzando delle stecche di legno per orientarsi e un camion, seguendo il percorso, riversava il terreno e gli altri materiali, dando così forma all’opera.

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La lunga spirale si estende nelle acque del lago ed è visibile solo quando c’è bassa marea e il livello dell’acqua scende sotto i 1280 metri circa.  Infatti, dopo essere stato costruito lo Spiral  Jetty rimase invisibile per circa trenta  anni poiché totalmente ricoperto  dall’acqua. Solo nel 2004 i livelli si  abbassarono e l’opera riemerse nella sua interezza.

Rimane tuttavia una cosa da dire: nell’ambito dell’Arte Ambientale, bisogna innanzitutto fare una distinzione tra quegli artisti che non prendono in considerazione gli effetti che provocano sull’ambiente e quelli che invece non intendono provocare alcun danno, al contrario si impegnano a riportare il contesto al suo stato naturale. In realtà, nonostante il suo indiscutibile valore estetico, Robert Smithson è intervenuto fortemente sul paesaggio, dovendo erodere e spostare grandi quantità di terra dalla costa. Il che non lo rende poi così “armonico” con l’ambiente circostante…

 

Laura Marino

Credits
Immagine 1: http://goodmorninggloucester.wordpress.com/2013/08/05/spiral-jetty/
Immagine 2 : http://www.ultraextra.org/articles/2014/5/16/summer-road-trip-spiral-jetty

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